lunedì 22 dicembre 2008


Vi Auguro un sereno Natale e un florido 2009.
Alessandro

mercoledì 29 ottobre 2008

Cittadino della coscienza(prima parte di un racconto)

(ripubblico l'incipit e la prima pagina di un racconto che mi portò fortuna)

"Mi sono ritrovato mille volte a pensare a come queste rotaie e questo asfalto abbiano influito sul mio carattere. Ma sapete che cosa era il punto principale del mio sospetto? Perchè, il punto vero, il cardine reale di esso risiedeva nel fatto che continuamente, anche nel momento della sofferenza più acuta, ero interiormente cosciente ,con sicurezza, che non ero soltanto uno sconosciuto per ciò che mi circondava ma neppure una promessa d'uomo. Tutti i miei problemi,probabilmente non mi avrebbero mai portato ad affermare i miei progetti , le mie idee. Eccomi allora lì , su quel trenino un pò sporco , stavo spaventando semplicemente i fantasmi di uomo, coloro che avevano rinunciato a tutto e si lasciavano vivere a caso e stavo divaricandomi da questi. Fisso ora questi ricordi mentre mi dò una tazza di tè con lo zucchero ,ma forse dovrei essere calmato da un livello superiore di coscienza che non ho al momento. Potrei persino essere toccato da una grazia perticolare, per macinare in seguito i miei pensieri negativi e trovarmi sveglio alla notte con la coscienza di mesi fruttuosi. Qual era il mio senso dei giorni allora, me lo chiedo. Stavo trovando qualcosa di me nel pavimento di quel trenino. Stavo trovando il rispetto . Stavo divertendomi semplicemente con gli istanti e con l'ufficiale realtà che mi scorreva dai finestrini opachi , gettare un ponte colla altrui coscienza o meglio con una coscienza generale che mediasse gli estremi degli individui presenti in quel vagone. Potrei non diventare mai padrone di me stesso pensavo. Ero cosciente ogni momento in me di molti, e molti elementi avversi a quella realizzazione personale. Sciamavano in me, questi elementi opposti. Ho osservato anche in seguito questo sciamare , che ancora mi accompagna ora ma ad altri livelli. Non lascerei, non li lascerei, espressamente non lascerei fuori di me la possibilità di confrontarmi costantemente con tutta questa schiera di trappole in fieri. Ma allora mi tormentavano, non ero armato sufficentemente per dominare il loro impeto. Guidavano così a convulsioni e talvolta mi paralizzavano. Ora, non immaginate che stia esprimendo il rimorso per qualcosa. Sono sicuro che state immaginando quello... Tuttavia, vi assicuro che non mi preoccupo se siete....convinti di osservare una cronaca di sconfitta imminente. Era soltanto che non potevo immaginare di diventare realmente autore di me stesso, ma ero assalito dal terrore di vedermi dopo anni nella posizione di colui che non ha saputo transformarsi in qualche cosa; nè brillante nè autorevole magari, nè farabutto nè onesto, nè un eroe nè un vigliacco. Un abitante magari della terra di nessuno, del limbo sospeso di coloro che mai erano arrivati, qualsiasi fosse la meta del loro cammino. Ora, sto vivendo verso l'esterno la mia vita, nel mio angolo di paradiso, mi rendo allora conto come sia inutile credere che un uomo intelligente non possa diventare seriamente qualsiasi cosa ed è soltanto lo sciocco che diventa qualche specifica cosa. Sì, un uomo deve essere preminentemente una creatura senza carattere oggi; un uomo dal carattere, un uomo attivo è preminentemente una creatura limitata, dalla società stessa che lo circonda e che in fin dei conti lo vede come un pericolo. Mentre il primo riuscirà a divenire una cosa, il secondo rimarra senza limiti nella realizzazione delle sue idee, se non quelle che vengono concesse dal suo intorno di personaggi dotati di qualche potere di controllo,essi che tenderanno a creare un argine alla sua sete di conquista intellettuale. Una persona che si agita troppo è pericolosa no? Questa è la mia convinzione dei quaranta anni. Ora ho quaranta anni e sapete che quaranta anni è un corso della vita intero; sapete che è una età estrema . Ecco allora che si approssima una porta che mi porterà a un nuovo ciclo.....

sabato 25 ottobre 2008

Uno solo sopravviverà

Potete scegliere solo un libro da salvare dalla barbarie umana, un solo libro che tenga accesa in voi la fiammella di quella che è stata la ragione umana. Un libro che sia rappresentativo della conoscenza pura e disinteressata, che si rivolge alle idee, ossia alle forme pure o ai modelli eterni delle cose. ma anche al lato attivo e realizzativo. Un libro che deve essere nuovo motore di un Rinascimento interno nell'assenza totale di stimoli che si avrà dopo la totale distruzione. Proprio per questo suo carattere contemplativo e contemporaneamente ricostruttivo , per questa sua capacità di muoversi in un mondo di forme eterne e forme reali il libro che sceglierete riuscirà a sottrarre l’individuo alla catena dei bisogni primari e dei desideri bestiali per istradarlo verso forme di vita piu raffinate e spiritualmente valide. Tra le qualità del libro cosa spiccherà allora? In un mondo postdistruzione dove gli stimoli elevati delle arti e delle scienze saranno annullati? Sarete immersi nella tragedia, che esprimerà e oggettiverà il dolore senza nome, l’affanno dell’umanità che cerca una via di sopravvivenza. Tra qualche istante non ci sarà piu la musica a salvarvi: essa che è l’immediata rivelazione della volontà a se stessa, lei che ci mette a contatto , al di là dei limiti della ragione, con le radici stesse della vita e dell’essere. Tra pochi secondi non esisterà piu arte e quindi liberazione, catarsi, anche se temporanea e parziale: i momenti felici della contemplazione estetica , istanti brevi e rari, e sono solo di conforto alla vita stessa non esisteranno piu nella forma che conoscete. Un solo libro che vi tenga compagnia per il resto dei vostri giorni, avete pochi secondi per scegliere , per prendere dagli scaffali di una sterminata biblioteca un volume e portarlo via, per sempre salvo da chi vorrebbe privare l'umanità degli strumenti utili per articolare un pensiero e una linea di azione o di reazione compiuti. Che scelta fare? Con quali presupposti? Con che possibili risultati? Solo pochi secondi e poi... il nulla...Lo so il tempo è poco, so anche che le scelte possibili sarebbero quasi illimitate e incalcolabili le conseguenze di una scelta errata. Anzi è molto probabile che vi pentirete della vostra scelta gia tra pochi minuti. Eppure dovete farla , e quindi...ora stà a voi.

venerdì 24 ottobre 2008

Areoporti e memoria storica

Voglio spendere due parole in difesa della memoria storica di una nazione. In tempi in cui la dignità umana e la stessa incolumità delle persone non sono piu garantite anche nel civilizzato mondo occidentale sembra un anacronismo, sembra una mancanza di vera sensibilità per cio che è importante o cosa non lo sia. Una parte di me è d'accordo con questo ultimo asserto, un'altra mi dice come sia importante anche qualcosa di altro. Qualcosa che ci informi colla sua semplice visione del nostro passato, di quanto è accaduto prima di noi , del perche , come appartenenti a un popolo, noi siamo qui in questo stesso momento. Non parlerò del Colosseo o del mausoleo di Adriano di Roma o magari della porta di Brandeburgo di Berlino. Parlerò invece di qualcosa che sembrerebbe molto meno importante , molto meno significativo, ma che in fin dei conti non lo è poi cosi tanto. Parlero di un piccolo aeroporto, anzi di due, uno che ancora si trova a Berlino , l'altro che una volta era a Roma. Due aeroporti in cui vi è la memoria storica , aviatoria , della nazione che li ospita. Uno di essi , Centocelle, non è piu, è stato quasi completamente cancellato come realtà aviatoria. Centocelle in cui il primo aereo spicco il volo in Italia nel lontano 1909. In cui fu fondata una prima scuola volo in cui Wright, si proprio uno dei due fratelli che realizzarono il primo aeroplano, imparti lezioni di volo a alcuni nostri compatrioti. Quello che doveva essere un pò parte della nostra memoria di pionieri del volo è stato quasi completamente cancellato, tranne poche istallazioni, tranne qualche targa commemorativa, anni orsono. La stessa cosa, o dovrei dire scempio? Si stà ripetendo per un altro famoso aeroporto, il vecchio Tempelhof di Berlino. Un aeroporto che ne vide di molto belle e anche di molto brutte ...di giornate.
Dal periodo della air society nei favolosi anni venti , al ponte aereo del secondo dopoguerra che permise a una città isolata di rimanere in vita. Ora vogliono chiuderlo, vogliono chiudere un altro monumento al volo. Un ambiente urbanistico la cui sola vista permetteva di sentirsi come in una terra senza tempo, in cui il vecchio e il nuovo si fondono. Sarà che sono romano e quindi avvezzo a queste sensazioni che Roma spande a larghe e meravigliose manciate, ma mi si stringe il cuore al pensare che la vecchia torre di controllo, la vecchia sala passeggeri potranno essere a breve cancellate per sempre, con tutta la storia e le sofferenze di cui testimoni sono. Cancellare o ridurre la memoria degli orrori, degli errori e della bellezza dei tempi andati è uno strappo in piu che effettuiamo nella nostra rete dei ricordi e delle coscienze quella che ci consente di ben operare affinche la realta civile e umana di ogni giorno sia sempre salda.

In neve

Nuda e feroce terra di biacca ora sboccia fiorita,
solitaria di edelweiss,
ombrosa di fedi antiche.
riecheggia il vero salmo tenue di odierni siparicuore,
di vipera sulle labbra sentiero di parola trepidante.
Dorme e si smorza il ballo
il suono sonda i corpisopra sterili cammelli di neve.
Lontano dalla bufera osservo il gioiello.
Torna la pace nel mio cielo;
tutelo colle braccia dell'anima gli aromi da spargere a fiumi in su questa solitudine,
la tua ombra ne è testimone muta.